mercoledì 2 settembre 2009

"Il lupo perde il pelo ma non il vizio"


Contributo di Antonino Macula

Ho sentito oggi su radio radicale una intervista al Ministro Sacconi. Egli, dopo la condivisibilissima affermazione che é più importante ripartire sul territorio la capacità di produrre ricchezza piuttosto che le risorse in se, si smentisce CLAMOROSAMENTE SUBITO DOPO, dicendo che la ricetta per superare la crisi è quella di "far ripartire la locomotiva" in modo che possa trascinarsi dietro gli altri vagoni. Non ricordo se ha esattamente usato questa espressione, ma la sostanza è quella. Cari amici, come vedete, il vecchio disegno "Cavuriano" dell'italietta non è ancora cambiato a distanza di 150 anni. La "locomotiva" dell'italietta DEVE sempre essere al nord. Il SUD deve definitivamente rassegnarsi al ruolo di "vagone" trascinato, ma con lo speciale compito di fornire "il combustibile" affinché quel rottame di "locomotiva" possa affannosamente riprendere a camminare. Di rendere tutti "i vagoni" italiani capaci di "trazione propria" manco a parlarne.
Mi chiedo, il governo regionale di centro destra, costituito da forze filogovernative, E' AL CORRENTE DELLA PERPRETAZIONE DI QUESTO PROGETTO CHE ATTRIBUISCE PER L'ENNESIMA VOLTA IL RUOLO DI FANALINO DI CODA ALLA SICILIA????

Consiglio Provinciale Aperto Trapani 31/08/2009 su Serit Sicilia - FSL Presente!


Contributo di Antonella Morsello




Si è tenuto il 31/08/2009 un consiglio provinciale aperto a Trapani sulla problematica Serit servizio di riscossione tributi in Sicilia.

L'assemblea proposta da Nuova Tutela sindacato rappresentato da Angelo Di Girolamo puntualmente ha evidenziato le illegalità commesse dalla società Serit nei confronti dei contribuenti e senza che da parte del direttore della Serit di Trapani presente in aula abbia smentito. Assente al dibattito sono stati tutti deputati nazionali e regionali della provincia di Trapani dimostrando di essere non solo insensibili ma corresponsabili di ciò che la Serit sta perpetrando contro i contribuenti.

Netto è chiaro è stato l'intervento di Martino Morsello componente dell'esecutivo della Federazione Movimenti Sicilianisti SICILIA LIBERA (FSL). La FSL accusa la politica siciliana e nazionale che in un periodo difficile della vita politica italiana quella denominata delle strage Falcone e Borsellino del ' 92 fa nascere in Sicilia una società di riscossione tributi chiacchierata e poco trasparente tanto che non appare chiaro chi sono i referenti e quale interessi economici politici e clientelari ci sono dietro. L’FSL ritiene che la Serit, figlia di quella società di riscossione dei fratelli Salvo di Salemi, sia solo strumento dei poteri forti in Sicilia e in Italia.

La FSL ritiene quindi indispensabile e non procrastinabile procedere alla scioglimento della Serit Sicilia e demandare ai comuni, nel rispetto del tanto sbandierato federalismo fiscalie ed autonomia locale, la riscossione dei tributi. Contestualmente all’iter legislativo per lo scioglimento, l’FSL propone una sanatoria per tutti i contenziosi in atto e un condono pari al 20% per i contribuenti.

Il deputato regionale Vincenzo Culicchia, intervenuto successivamente a Morsello, sostanzialmente ha confermato le denunce dell’FSL ribadendo il concetto che la problematica riscossione tributi in Sicilia è stata ad appannaggio sempre dei poteri forti e che bisogna fare chiarezza su quanto sta succedendo.

La Federazione Sicilia Libera intraprenderà tutte le iniziative politiche e non a risolvere definitivamente questo grave problema che in Sicilia sta soffocando economicamente tutti i cittadini e provocando il fallimento di molte attività produttive e commerciali.

martedì 1 settembre 2009

LA BANCA D'ITALIA, L'UNITA' E LE TRUFFE DEI SAVOIA E DI CAVOUR....E LA SICILIA E IL SUD ITALIA PAGARONO, PAGANO E PAGHERANNO....


OCCULTISMO DI STATO........
approfondimento di Gianluca Castriciano

vedi anche: I Savoia salvati dai Rothschild (One of the world's leading independent investment banking organizations

providing financial services to governments, corporations and ...more....) www.rothschild.com/



La banca d'Italia non è d'Italia. - Se fosse d'Italia sarebbe dello Stato Italiano. - Se fosse dello Stato sarebbe dei cittadini italiani. - Se fosse dei cittadini italiani sarebbe pubblica. - E invece non è pubblica, ma privata.



Vale a dire: "nonostante l'evidente interesse pubblico e nazionale" del suo ruolo di banca d'Italia l'interesse pubblico è gestito da una società privata... talmente è privata che i veri suoi proprietari risultano nascosti. Infatti nel sito del Senato relativo alla banca d'Italia ( http://www.senato.it/att/ddl/r4083p.htm ) curiosamente, chissà perché, manca la parte più interessante, cioè la composizione societaria: quando infatti arrivi al titolo "QUOTE DI PARTECIPAZIONE AL CAPITALE" appare la scritta "Porzione di testo non disponibile" !

http://www.senato.it/leg/13/BGT/Testi/Ddlpres/00004397.htm



"Ma la BANCA D'ITALIA ha interessi pubblici ed è privata ? - commenta un cittadino - Come mai ? Evidentemente si vogliono nascondere i veri proprietari. che a quanto pare non sono gli italiani, cioè lo Stato Italiano... Se non è così, com'è ? Giornali e televisioni ogni tanto dicono che il popolo italiano ha un mostruoso debito pubblico, ma nessuno dice verso chi è debitore... Com'è questa storia ? E' così difficile saperla ?

O forse la spiegazione è semplicissima: è soltanto una truffa, una grande truffa !!!"



Un po' di storia allora:

Pare che il 1861 sia stato l'anno dell'unità d'Italia.

Una dozzina di anni prima - nel 1849 - si costituiva in Piemonte la banca Nazionale degli Stati Sardi, di proprietà privata. Il maggiore interessato, Cavour - che aveva interessi propri in quella banca (1) - impose al parlamento savoiardo di affidare a tale istituzione compiti di tesoreria dello Stato. Si ebbe così una banca privata che emetteva e gestiva denaro dello Stato !



A quei tempi l'emissione di carta moneta veniva fatta solo dal Piemonte.

Il Banco delle Due Sicilie emetteva invece monete d'oro e d'argento.

La carta moneta del Piemonte aveva anch'essa una riserva d'oro - circa 20 milioni - ma il rapporto era: tre lire di carta per una lira d'oro, dunque una "convertibilità in oro" fra virgolette.

Inoltre, per le continue guerre che i savoiardi facevano, anche quel simulacro di convertibilità crollò, tanto che la carta moneta piemontese - per l'emissione incontrollata che se ne fece - era diventata carta straccia già prima del 1861.



Ma torniamo ai fatti. Conquistata tutta la penisola, i piemontesi misero le mani nelle banche degli Stati appena conquistati.

E dopo qualche tempo fu la banca Nazionale degli Stati Sardi a divenire la banca d'Italia.

Con l'occupazione piemontese era stato immediatamente impedito al Banco delle Due Sicilie - diviso poi in Banco di Napoli e Banco di Sicilia – di raccogliere dal mercato le proprie monete d'oro per trasformarle in carta moneta secondo le leggi piemontesi, poiché in tal modo i Banchi avrebbero potuto emettere carta moneta per un valore di 1200 milioni e sarebbero potuti diventare padroni di tutto il mercato finanziario italiano.

Quell'oro pian piano passò nelle casse piemontesi, nonostante la nuova banca d'Italia non risultasse averne nella sua riserva, e nonostante appunto tutto quell'oro rastrellato al Sud. Come avevano fatto ? Avevano dato a tutto quell'oro una via "sociale", naturalmente, quella del finanziamento per la costituzione di imprese al nord, operato da banche, costituitesi per l'occasione come socie - guarda un po' - della banca d'Italia: Credito mobiliare di Torino, Banco sconto e sete di Torino, Cassa generale di Genova e Cassa di sconto di Torino.

Le ruberie operate, e l'emissione non controllata della carta moneta ebbero come conseguenza che ne fu decretato già dal 1° maggio 1866, il corso forzoso: la lira di carta non poteva più essere cambiata in oro.

Da qui incominciò a nascere il Debito Pubblico: lo Stato, per finanziarsi, iniziava a chiedere carta moneta a una banca privata.

Lo Stato quindi, a causa del genio di Cavour e soci, cedette da allora la sua sovranità in campo monetario, affidandola a dei privati, che non ne avevano - non ne hanno e mai dovrebbero averne alcun titolo o diritto – in quanto la sovranità per sua natura non è cedibile. Essa è del popolo e dello Stato che lo rappresenta.



Oltretutto da quando nel 1935 fu decretato definitivamente che la lira non era più ancorata all'oro, si ebbe che il valore della carta moneta derivò da allora semplicemente e unicamente dalla convenzione di chi la usa e di chi l'accetta come mezzo di pagamento.

La carta moneta, dunque, è carta straccia. Ne consegue che alla banca

d'Italia - che è privata - e alla quale si dovrebbe pagare il debito pubblico, in realtà non si deve dare nulla.



Da tutta questa storia si può facilmente capire in mano a chi siamo e che, dato che la banca d'Italia ha un immenso potere finanziario e politico, qualsiasi governo in Italia conta come il due di coppe.

Tratto da: http://digilander.libero.it/afimo/privata.htm

Nasce a Pergusa la Federazione dei Movimenti Sicilianisti “Sicilia Libera”....e 6 !

Nota di Neva Allegra

Dopo decenni di divisioni i Movimenti Sicilianisti hanno trovato un momento di sintesi ed hanno raggiunto una forte intesa sulla costruzione di una Federazione che tenga conto delle diversità di ogni anima, secondo il criterio “primus inter pares”, nell’interesse della Sicilia e dei Siciliani.

Dopo il primo passo di Marsala, città scelta non a caso per l’inizio di questo percorso comune, a Pergusa si sono riuniti il Movimento per l’Indipendenza della Sicilia, il Movimento Agricolo Europeo, il Partito Autonomista Sicilia e il Partito del Popolo Siciliano che già avevano aderito alla federazione, nonché l’Altra Sicilia, storico movimento sicilianista della diaspora siciliana che ha sede a Bruxelles, per firmare il documento ufficiale della nascita della Federazione dei Movimenti Sicilianisti “Sicilia Libera ” FSL.

Nel corso di una conferenza stampa che sarà organizzata nei prossimi giorni i segretari e presidenti illustreranno il programma politico dell’FSL.

L’FSL, che è adesso un movimento politico importante e presente in tutto il territorio dell’Isola e all’estero con l’Altra Sicilia, come primo punto del suo programma politico ha inserito la lotta per l’applicazione integrale dello Statuto di Autonomia Speciale della Sicilia, che prevede tra l’altro, il ripristino dell’Alta Corte, la soppressione definitiva delle province, il richiamo a Roma dei prefetti che statutariamente non sono previsti in Sicilia e quindi figure incostituzionali.

LA SICILIA IL SUD ITALIA E I FESTEGGIAMENTI PER I 150 ANNI DELL’UNITA’ D’ITALIA


Alcuni buoni motivi per non festeggiare i 150 anni dell'Unità d'Italia.Il mio caro amico e fratello Gianluca Castriciano, Sicilianista convinto, conforta la causa indipendentista indicando numeri e circostanze riportate dal giornale quotidiano "il contemporaneo" nato nel 1860 a Firenze (quindi sicuramente non di parte).
Massacri ,eccidi, interi paesi sterminati, la Sicilia ha subito una dittatura prefascista sicuramente dimenticata da tutti i fautori dell"antistoria", quelli che ancora oggi vengono a ripeterci che il sud è la palla al piede d'Italia e che siamo solo capaci di creare mafia, debiti e sprechi.
Io mi domando: ma se veramente noi siciliani siamo così scarsi e vi costiamo così tanto, ma per quale motivo 150 anni fa siete venuti a casa nostra imponendoci l'unità d'Italia?
Forse è una domanda da putìaru, io la risposta ce l'ho, e pure voi leggendo le pagine di questo umile blog potrete capirne i motivi.
La Sicilia ha una storia, l'Italia si fonda invece sull'antistoria e sulla menzogna mediatica, da sempre.
Vi lascio con un pensiero di Antonio Canepa:

" La Sicilia è un'Isola. Da ogni parte la circonda il mare. Dio stesso, nel crearla così, volle chiaramente avvertire che essa doveva rimanere staccata, separata. Questa separazione, purtroppo, non sempre è stata mantenuta. Gli uomini si sono ribellati ai voleri di Dio. E hanno voluto riunire con la forza quei territori che Dio aveva separato ".

ANTUDO! Sorelle e Fratelli, il nuovo Vespro è vicino.


LINK

Articolo di Gianluca Castriciano su www.voraszancle.org :
http://www.voraszancle.org/2009/08/la-sicilia-il-sud-italia-e-i-festeggiamenti-per-i-150-anni-dell%E2%80%99unita%E2%80%99-d%E2%80%99italia/

Il volantino divulgativo fronte retro sull'identità siciliana che l'Associazione Voras Zancle ha realizzato:
http://www.voraszancle.org/wp-content/uploads/documenti/Identita_Siciliana.pdf

domenica 30 agosto 2009

Cantu pi li siciliani


Poesia di Alessio Patti

Siciliani pi vuàtri è stu me cantu
fattu di biddizza e di sapuri,
di libirtà e di na lacrima d’amuri,
ca comu na ciumana
scinni nni lu vostru vantu.
È forti, scarlatu comu na girasa,
spartiddèri di noti arrumatàti
di pani friscu e alivi cunzàti.
È surgiva di petra rasa,
linnu comu specchiu lucenti,
nòbili d’armu e senza scaciuni;
custumatu e rusciànu comu la nostra genti!
Non è sguaiatu ma virginatu,
è pi tutti chiddi c’hannu lu cori ardenti,
pi cu’ di la Sicilia è nnamuratu!

sabato 29 agosto 2009

Santo Trovato: N'astrattu supra la storia dâ Sicilia (di Marx-Engels)


Di Santo Trovato













'N tutta la storia di la razza umana nudda terra e nuddu pòpulu havi suffrutu 'n modu n'àutru tantu tirrìbbili pi la schiavitù, li cunquisti e l'upprissioni stranera, e nuddu hà luttatu 'n modu tantu ndumàbbili pi la sò nnipinnenza comu a la Sicilia e a li siciliani. Quasi dî tèmpura di quannu Polifemu passijava ammeri a l'Etna, o quannu Cèreri nzignava a li sìculi la cultivazzioni dû frummentu, nzinu a li jorna nostri, la Sicilia hà statu lu tiatru di mmasioni e guerri cuntìnui, e di ntrèpita risistenza. Li siciliani sunnu n'ammiscata di quasi tutti li razzi dû sud e dû nord; prima di li sicani abburìggini cu li finici, appoi cu li cartaginisi, li grechi e li schiavi d'ogni parti dû munnu, mpurtati nti l'ìsula pô mutivu di tràffichi o di guerri; e appoi di àrabbi, nurmanni e taliani. Li siciliani, ntô mentri di tutti sti trasfurmazzioni e mudificazzioni, luttaru e cuntìnuanu a luttari, pi la sò libbirtà.

Chiossai di trenta sèculi arredi di oggi, l'abburìggini di la Sicilia fìciru risistenza comu meghiu putìanu a lu pridumìniu di l'armamenti e a l'arti militari di li mmasuri cartagginisi e grechi. Vìnniru fatti tribbutari, ma non foru mai suttamisi cumpritamenti di chisti o di chiddi. Pi nu longu tempu la Sicilia fu lu campu di battagghia dî grechi e dî cartagginisi; la sô genti vinni arudduciuta 'n ruina e na parti fatta schiava; li soi cità, abbitati di cartagginisi e grechi, foru li centri di unni l'upprissioni e la schiavitù si spanneru dintra a l'ìsula. Sti primi siciliani, pirò, non si scantaru mai di luttari pi la libbirtati, o quantumenu di vinnicàrisi quantu chiossai putìanu di li patruni cartagginisi e di Sarausa. Li rumani suttamìsiru cartagginisi e sarausani e nni vinnèru comu schiavi quantu cchiù nni pòttiru. Foru accuddì vinnuti tutti nti na vota 30.000 abbitanti di Panormu, la muderna Palermu. Li rumani fìciru travagghiari la terra siciliana d'assai squatri di schiavi, pô mutivu di dàricci a manciari cu lu frummentu sicilianu a li prulitari pòviri di la Cità Eterna . Pi fari chissu, non sulu fìciru schiavi l'abbitanti di l'ìsula, ma purtaru àutri schiavi di tutti li banni.

Ma sutta a Dionigi di Sarausa e sutta a li rumani, 'n Sicilia ci foru li cchiù tirrìbbili nzurrizzioni di schiavi, unni la pupulazzioni ndìggina e schiavi mpurtati facìanu ô spissu causa cumuni. Duranti la dissuluzzioni di lu mpèriu rumanu, la Sicilia vinni assartata di tanti mmasuri. Appoi li mori si nni mpatrunìru pi nu pirìudu; ma li siciliani, suprattuttu li pupulazzioni urigginàrii dû nternu, arisisteru sempri, cu cchiù assai o cchiù picca successu, e tanticchia â vota tìnniru o cunquistaru tanti nichi privileggi. Quannu li primi luci avìanu accuminciatu a spannìrisi picca picca ntô scuru di lu mediuevu, li siciliani avìanu già cunquistatu cu l'armi non sulu tanti libbirtà municipali, ma macari li primi funnamenti di nu cuvernu custituzziunali, accussì comu tannu non c'era a nudda àutra banna. Prima d'ogni àutra nazziuni eurupea, li siciliani cô votu dicìsiru lu rèdditu di li sò cuverni e di li sò suvrani. Accussì lu solu sicilianu s'hà sempri dimustratu murtali pi l'upprissuri e li mmasuri, e li Vèspiri siciliani ristaru mmurtalati nni la storia…”

(Marx-Engels, Opere complete, Editori Riuniti, vol. XVII, pagg. 375-377).